Inseriamo
“Theatre Of Dust”(SDN) degli
SPIRITUAL BAT nel mangiadischi facendo finta di
non sapere nulla su chi è coinvolto nello sviluppo dello stesso. Parte
“Creatures” e già qualcosa s’insinua nella nostra mente, poi “All My Power” -con
bonghi rimbalzanti- e “Black Fields” a riprova che il gruppo
Frusinate “non ha suonato mai così
americano” dai tempi di “Cruel Machine”. Avevo già scritto delle forti influenze
artistiche newyorchesi in alcune tracce del precedente “Mission:Create” e gli
Spiritual hanno, per così dire, chiuso il cerchio coinvolgendo in “Theatre Of
Dust” il vecchio amico Eric “Doc” Hammer. L’apporto
“visionario” di Doc, più che per la presenza come musicante (batteria), è da ricercarsi nella produzione
e nel mixaggio: rispetto al suo predecessore “Theatre Of Dust” ha un suono
“meno pulito” e tutti gli attori in gioco sono equilibrati con la voce di
Rosetta Garrì sullo stesso piano degli strumenti. La tribale “Babylon Now” e l’inizio
“potremmo dire missionario” della galoppante “A Darker Gaze”
anticipano la
title-track, la miglior canzone del lotto -ancor più di “Anti Matter”-, in cui
è evidente come seppur i tessuti musicali di Spiritual Bat e Requiem In White
siano diversi, la mano d’alta sartoria dell’artigiano Hammer sia la stessa.
Ottimo disco, ma cosa ve lo dico a fare. Out dal 31 Agosto.